Dementia Update
Numero 17. Febbraio 2004

Demenza e comorbilità psichiatrica


Mild Cognitive Impairment, demenza e sintomatologia depressiva: rapporti di contiguità e continuità
F. Panza, V. Solfrizzi, A. D'Introno, A.M. Colacicco, C. Capurso, F. Torres, V. Pellicani, A. Capurso


La copresenza di disturbi depressivi e deterioramento cognitivo è molto probabilmente l'area di comorbilità psichiatrica di più frequente riscontro in soggetti anziani e le possibili associazioni e i meccanismi di causalità di queste due condizioni, con l'avanzare dell'età, aumentano e si diversificano. Sicuramente depressione e deterioramento cognitivo sono entità eterogenee in età avanzata e questa variegata possibilità di espressione clinica crea i presupposti per cui le storie naturali di queste due condizioni cliniche siano spesso sovrapponibili. Esistono sufficienti evidenze scientifiche per prendere seriamente in considerazione la possibilità che la depressione sia un fattore di rischio di demenza (malattia di Alzheimer, AD, o demenza vascolare, VaD) e declino cognitivo. La scoperta della lunga fase preclinica della AD, che può arrivare sino ai 7 anni, ha aumentato l'interesse della ricerca clinica per l'individuazione di indici diagnostici precoci che possano essere predittivi di demenza. La categoria diagnostica che identifica clinicamente la sindrome predementigena categorizzata dal gruppo della Mayo Clinic di Petersen è il Mild Cognitive Impairment (MCI).

Esistono comunque pochi studi longitudinali eseguiti su gruppi di soggetti correttamente identificati con criteri classificativi standardizzati nei quali si sia potuto chiarire se il MCI sia un'entità clinica distinta o una fase preclinica di demenza. In questi studi una percentuale piuttosto elevata di soggetti studiati (59-72%) è rimasta cognitivamente stabile nel tempo, mentre gli altri hanno sviluppato una sindrome dementigena vera e propria in follow-up a 3-4 anni.

Molte ipotesi sono state avanzate per tentare di spiegare l'associazione tra depressione e demenza. Ulteriori studi sono necessari per stabilire se la depressione possa essere un prodromo di demenza vascolare, se sia un'iniziale reazione alla percezione del proprio declino cognitivo, se possa in qualche maniera influenzare o anticipare la soglia sintomatologica e clinica della demenza e se la demenza possa essere causa di danno ippocampale attraverso la cosiddetta "cascata dei glucorticoidi". La codifica di entità cliniche come il MCI propone nuove possibilità di studiare le possibili relazioni tra depressione e declino cognitivo in forme precliniche di demenza o comunque in soggetti a elevato rischio di sviluppare una sindrome dementigena.



Presentazione del numero

S. Govoni


Demenza e comorbilità psichiatrica: basi biologiche
C. Lanni, M. Racchi, S. Govoni


La demenza nella sindrome di Down

A. Bianchetti, G. Cipriani